MAURO BIGLINO “L’ANTICRISTO”?


Mauro Biglino, Uncategorized / martedì, agosto 7th, 2018
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MAURO BIGLINO “L’ANTICRISTO”

Mauro Biglino inizia la sua esperienza come ricercatore in veste di traduttore biblico per le Edizioni San Paolo, per cui ha tradotto 17 libri del testo masoretico (Il testo masoretico è la versione ebraica della Bibbia ufficialmente in uso fra gli ebrei), vale a dire i 12 profeti minori (Tanakh) e le 5 Meghillot. L’aspetto interessante è che cinque di questi libri sono stati per due anni “testo di riferimento” per i corsi di lingua e letteratura ebraica biblica e medievale all’Università L’Orientale di Napoli, una delle più prestigiose d’Europa nel suo ambito. In questo decennio è diventato famoso per aver pubblicato per il gruppo Editoriale Uno alcuni libri riguardanti la Bibbia nei quali non si vuole contestare la presunta storicità dei fatti raccontati, ma la sua successiva interpretazione teologica che diventata il fondamento della religione cristiana in tutte le sue correnti e sfumature.

Eseguendo una traduzione interlineare della Bibbia (verbum pro verbo) e successivamente contestualizzando le parole scritte, si fa capostipite di una corrente di pensiero evemeristica ovvero la trasformazione in divinità di soggetti umani, in carne ed ossa, e della paleoastronautica, la teoria degli antichi astronauti.

Le sue traduzioni trovano conferma non solo nei dizionari, celebre è la traduzione della parola “olam” tradotta come eternità, ma che nel dizionario della società biblica britannica si raccomanda di non tradurre come eternità. O come la parola “El – shaddai” che viene tradotta come Dio onnipotente, ma nelle note esplicative della Bibbia di Gerusalemme viene spiegato che si deve tradurre come “signore della montagna o signore della steppa”.

Lo stesso termine Elohim che viene tradotto come Dio, secondo Mauro Biglino è plurale.

In effetti in ebraico il suffisso –im indica principalmente un plurale maschile.

Sempre secondo il ricercatore torinese in ebraico non esisterebbe il termine che esprime il concetto di Dio per come lo intendono i cristiani. Anche la stessa esegesi ebraica afferma che nella lingua biblica non esiste alcun termine che abbia significato di “Dio” inteso come oggetto di venerazione, e che questo concetto è stato preso dal pensiero ellenico, forzatamente applicato ai testi ebraici.

Viviamo in tempi che potremmo definire talvolta oscuri, ma nei quali fortunatamente la ragione ha preso il sopravvento sulla religione e sulla superstizione, sono lontani i tempi in cui Galileo Galilei, padre “moderno” della dottrina astronomica eliocentrica, ovvero quella che pone il sole al centro del sistema planetario, dovette abiurare e rinnegare, pena la morte. (Ricordiamo che la teoria fu sostenuta già nel IV secolo a.C. da Eraclide di Pontico, e nel III secolo a.C. da Aristarco di Isamo)

Grazie al coraggio e la lungimiranza di Eusebio Prabhat, il fondatore del Gruppo Editoriale Uno, e in seguito del Gruppo Mondadori, Mauro Biglino ha avuto la possibilità di pubblicare ben 13 libri dai titoli evidentemente provocatori come “Il Dio alieno della Bibbia”, “La Bibbia non parla di Dio”, “L’invenzione di Dio” e di collaborare insieme ad altri autori e ricercatori come Enrico Baccarini con cui ha scritto “ La caduta degli Dei”, con il biologo molecolare Pietro Buffa, con cui ha scritto “Resi umani” e più recentemente con la docente di filosofia del diritto all’università Bicocca Lorena Forni, con la quale ha scritto “La Bibbia non l’ha mai detto”.

Ha partecipato a centinaia d’incontri, celebre è il dibattito con i teologi tenutosi a Milano nel 2016. Evento al quale era presente un pubblico di circa 400 persone, condotto dalla giornalista Sabrina Pieragostini, nel quale ha affrontato in modo sempre garbato e competente il Prof. Daniele Garrone (Professore della Facoltà Valdese di Teologia, uno dei massimi esperti in teologia), il Capo Rabbino di Torino Ariel Di Porto, Don Ermis Segatti dell’Università Teologica di Torino e Mons. Avondios (Arcivescovo della Chiesa Ortodossa di Milano).

A Mauro Biglino non manca certo il coraggio di confrontarsi con persone non solo preparate, ma che della fede ne hanno fatto una scelta di vita.

Le sue traduzioni, i suoi libri, e le sue conferenze (su You Tube ne troverete a centinaia) stanno creando non pochi problemi nell’ambiente ecclesiastico, in quello accademico, in quello ebraico ma non solo… anche in quello degli atei e della New Age.

Al contrario di quello che la logica ci potrebbe portare a pensare, gli attacchi più feroci contro Mauro Biglino non arrivano dalla chiesa o dagli ambienti vicini ad essa, ma dagli atei e dai new agers.

Ufficialmente la Chiesa Cattolica cerca di non creare una polemica, sicuramente si saranno informati sul lavoro di Mauro Biglino, avranno letto i suoi libri e un brivido avrà percorso il loro corpo.

E non potendo esercitare più il potere come ai tempi dell’Inquisizione hanno ufficialmente adottato un basso profilo, non polemizzano, non ne parlano, sperano in silenzio in una fine del fenomeno, si comportano come se Biglino non esistesse.

Al contrario della sua posizione ufficiale, la Chiesa ha lasciato libere le briglie dei suoi fedeli, quelle persone che anche se in buona fede non hanno le competenze per poter rispondere alla tesi del ricercatore.

Andando a leggere qua e là tra i siti cristiani si possono leggere le risposte più assurde e fantasiose.

I cattolici

Su cristianicattolici.net nell’articolo tratto da Radio Spada che si definisce così “Radio Spada è un sito di controinformazione che ritiene il cattolicesimo romano veridica ed efficace di antagonismo culturale, sociale e politico alla grave decadenza e alle pulsioni dissolutrici del mondo in cui viviamo”, affrontano l’argomento Biglino:

Il Dio mortale di Mauro Biglino: Confutazioni.”

In questo articolo non si discute apportando nuovi o vecchi elementi volti a creare un sano dibattito, ma si attacca Mauro Biglino insinuando che sia stato un membro della Massoneria (vista come il male assoluto) e insinuando che forse ne faccia ancora parte.

Egli sostiene di esserne uscito: se le cose stiano realmente così, non ce la sentiamo di poterlo affermare con assoluta certezza. Certamente il lavoro che Biglino sta portando avanti rientra perfettamente nel progetto massonico di infangare l’immagine pubblica della Chiesa Cattolica, con ogni sorta di menzogne, anche storiche. Non è un caso infatti che l’unico libro pubblicato dal professore sul tema si intitoli “Chiesa Romana Cattolica e Massoneria”.

Successivamente si cerca di trovare una sponda andando a chiamare in causa gli atei (argomento che affronteremo più tardi).

Gli alieni sono più plausibili di Dio?”

Quante volte abbiamo sentito anche atei o comunque persone che si professano non cristiane ridere – giustamente! – di fronte a certe trasmissioni televisive che parlano delle teorie dei vari pseudoprofessori Biglino, Sitchin e compagnia bella? La prossima volta ricordiamo loro che alla stessa conclusione sono giunti personaggi ben più accreditati dal mondo accademico come Crick, Dawkins, Hoyle, etc… La lista è veramente lunga e include astronauti, astronomi, fisici, archeologi, etc.”

L’articolo prosegue senza mai andare ad affrontare le traduzioni effettuate da Mauro Biglino, ma divagando di argomento in argomento, e solo verso la fine arriviamo dunque al punto:

Le cattive traduzioni che Biglino fa dall’ebraico sono tantissime, non basterebbe un articolo per trattarle tutte. Parleremo delle più importanti.”

Quindi ne trattano solo 2 di “errate” traduzioni:

“La traduzione di Nephlilm: Sitchin e Biglino scrivono che si tratta in realtà di “esseri caduti dal cielo”, cioè alieni. Ma la parola ebraica Nephilim non viene da naphal, perché il plurale sarebbe stato nephulim. Nephilim viene da nephil. Significa gigante, non caduto”.

E “smascherano” la mala fede di Biglino affermando che quando Biglino scrive che ”Mosè si presenta al popolo con il volto arrossato, come bruciato” nel testo ebraico ci sia scritta la parola “qaran” che significa irradiare e non “saraf” che significa bruciare.”

Insomma su 13 libri scritti da Mauro Biglino il cui punto cardine sono le traduzioni, non basterebbe un articolo per trattarle tutte, nemmeno la più importante ovvero la traduzione di “Elohim”.

Fortunatamente in soccorso dei credenti interviene con un articolo scritto sul sito internet Aleteia, Giovanni Marcotullio, il caporedattore de “La Croce”, diretto da Mario Adinolfi.

Dal titolo si comprende come stia nascendo una strana alleanza, quella ateo cristiana.

Mauro Biglino? Gli danno torto sia gli ebrei antichi e credenti sia quelli atei e moderni”.

L’esordio è dei più divertenti:

Da circa mezzo secolo in qua la fantasiosa tesi della paleoastronautica si è scavata una certa nicchia di pubblico, tra Stati Uniti ed Europa: riallacciandosi ad essa, e servendosi di un’editrice amica (Uno Editori o la Mondadori?), un appassionato di letteratura ebraica ha avviato un florido business che ha fatto promanare da libri complottisti perfino delle serie di fumetti”

Al quale si potrebbe facilmente ribattere ironicamente come segue:

Da circa 2000 anni in qua la fantasiosa tesi del Dio d’amore si è scavata una certa nicchia di pubblico, tra i vari continenti. Riallacciandosi ad essa, e servendosi di alcuni complici, un gentile, un persecutore di cristiani ha avviato un florido business che ha fatto promanare da libri privi di fondamento teologico perfino delle religioni.

L’autore dell’articolo prosegue con: “mi ero ripromesso all’epoca di passare in rassegna gli errori, le contraddizioni, e le contraffazioni di cui l’autore aveva infarcito il suo testo” a tesi “poi ho tralasciato la cosa: i miei interessi (esegesi, teologia, storia) mal si conciliano con la fantascienza…”

Insomma questi cattolici vogliono sostenere la loro fede e chiaramente per loro Biglino è fastidioso tanto quanto avere una vespa nelle mutande, ma chissà perché o non bastano gli articoli o gli interessi non si conciliano, sta di fatto che non si affronta mai l’argomento delle traduzioni.

Finalmente entriamo nel vivo della questione, ovvero il termine Elohim.

Come ormai è ben noto la tesi di Mauro Biglino si fonda principalmente sul termine Elohim, che nelle bibbie che abbiamo in casa viene tradotto con Dio.

Lo stesso Mauro Biglino afferma: “Quando in italiano c’è scritto “Dio” in ebraico abbiamo ELOHIM (plurale) o EL (singolare) o ELOHA (singolare), con verbi sia al singolare che al plurale”.

Quindi El è al singolare, ma se viene aggiunta la desinenza him diventa plurale, ed effettivamente nella Bibbia sono elencati i nomi di altri Elohim. Ecco un passo tratto dal Primo libro dei Re dalla Bibbia della Conferenza Episcopale Italiana:

1Re 11:33

Ciò avverrà perché egli mi ha abbandonato, si è prostrato davanti ad Astàrte dea di quelli di Sidòne, a Camos dio dei Moabiti, e a Milcom dio degli Ammoniti, e non ha seguito le mie vie compiendo ciò che è retto ai miei occhi, osservando i miei comandi e i miei decreti, come aveva fatto Davide suo padre.

Pare evidente che Elohim è il plurale di El, nella Bibbia ci sono altri “Dei” che competono con Yhwh.

Il giornalista dopo aver affermato che “La questione di Elohîm come singolare o come plurale è la questione centrale della tesi» – la causa si chiuderebbe in quattro e quattr’otto”, ha fornito una sua spiegazione alquanto singolare sul perché nella Bibbia il termine plurale Elohim è tradotto al singolare.

Egli sostiene che siccome Biglino basa le sue traduzioni sul Testo Masoretico risalente al IX secolo dopo Cristo, questo testo non sarebbe attendibile quanto lo sono le traduzioni effettuate dagli antichi.

Porta come esempio la Bibbia dei settanta, la quale è stata redatta tra il III e il I secolo avanti Cristo e tradotta in greco dai filologi antichi che ovviamente avevano il greco come lingua madre, ma conoscevano l’ebraico nonché l’aramaico. Essi infatti non mostrano mai la minima incertezza o dubbio nel tradurre Elohim al singolare Theos.

Ma se andiamo a vedere alcuni dibatti sul sito internet Consulenza Ebraica ne troveremo alcuni riguardanti il concetto di Dio nella lingua ebraica e sorprendentemente scopriremo che il concetto di Dio come lo intendono i cristiani non esiste. Il concetto di Dio è di derivazione ellenistica e non ha nulla a che vedere con la parola Elohim che alcuni traducono come legislatori o i giudicanti.

Successivamente ha chiamato in soccorso anche uno degli atei ebrei tra i più famosi al mondo, il padre della psicanalisi Sigmund Freud.

Portando come riferimento questo passo tratto da “Der Mann Moses und die monotheistische Religion”:

Non è verosimile che jahve si differenziasse dagli altri dèi dei popoli e delle tribù circostanti; egli contende con loro come pure i popoli lottano tra loro; ma bisogna pur tenere presente che a un adoratore di Jahve di quell’epoca non sarebbe mai passato per la testa di mettere in dubbio l’esistenza degli dèi di Canaan, Moab, Amalek e via dicendo…non meno di quanto avrebbero messo in discussione l’esistenza di quei popoli che in quelli credevano.”

Da questo estratto secondo il giornalista si dovrebbe comprendere come Freud non mette in discussione che il termine Helohim non significhi già all’origine, e grammaticalmente, il nome e il concetto di cio che tutti chiamano Dio.

Ma come spesso afferma Biglino, “quando si indica la luna, lo stolto guarda il dito”.

In questo passaggio il famoso psicoanalista austriaco non si sofferma sul termine Elohim, questo non è il suo scopo, ma afferma che in quel periodo gli altri popoli adoravano altri Elohim, dèi, e quindi è una conferma della pluralità degli Elohim nominati dalla Bibbia.

Gli atei

Anche nel mondo ateo le traduzioni effettuate dal saggista torinese hanno creato non pochi mal di pancia.

In particolar modo a quella parte fideistica, integralista che è minoritaria.

Secondo Biglino questi atei sono vittime inconsapevoli del dogmatismo scientifico che è paragonabile a quello religioso, ed in fin dei conti sono inconsapevolmente condizionati da questa nuova religione.

Anche Rupert Sheldrake, biologo e saggista, il promulgatore della “teoria della risonanza dei campi morfici “, che ha conseguito un dottorato di ricerca in biochimica a Cambridge, del quale è stato poi il direttore del dipartimento, e membro della Royal Society, afferma che;

Il credo materialista, professato da scienziati che hanno assunto l’ autorità di un nuovo sacerdozio, ha trasformato la scienza da un metodo d’indagine aperto e flessibile a un massiccio sistema di convinzioni. I dogmi della scienza sono limitanti, un potenziale pericolo per il futuro dell’umanità.”

Non solo non posso che condividere il suo avvertimento, ma posso affermare con decisione che il dogma in generale è un pericolo per l’umanità e per i liberi pensatori. E’ un freno ad ogni tipo d’evoluzione della società umana. Il dogma impone una cornice dalla quale è poi difficile uscirne, e come è spesso successo in antichità, si rischia di trasformarlo in una verità assoluta ed immutabile. A difesa del dogma si mette da parte la discussione scientifica e il dibattito, e si autorizza i suoi sostenitori a commettere le più grandi atrocità, Giordano Bruno docet.

In questi ultimi tempi è balzato alla “gloria”( kavod?? ah ah ah) un certo Massimiliano Paleari, ateo, che si definisce “ricercatore e scrittore per diletto”.

Concedendogli la buona fede di non voler sfruttare la visibilità che ha ottenuto in questi anni Mauro Biglino, non vi è giorno che questo ricercatore non posti in modo ossessivo nei vari gruppi presenti su Facebook, i suoi studi e le sue teorie volte a screditare le traduzioni effettuate dal saggista torinese.

Ma non solo, il ricercatore chiede in modo continuo ed insistente un confronto pubblico con il traduttore (lo sfida a duello?), non per discutere delle traduzioni da lui effettuate (che trovano conferma anche tra i suoi più acerrimi nemici del forum di consulenza ebraica), ma sulla teoria della non storicità dei racconti biblici, dimenticandosi del fatto che lo scrittore torinese afferma di impostare il suo lavoro dal principio con l’espressione “facciamo finta che”, e quindi ammettendo implicitamente che il libro dalla quale è nata la religione cristiana possa essere una raccolta di miti.

In un post scritto su Facebook intitolato “Mauro Biglino: il confronto con i teologi…il rifuto del confronto con gli scettici non religiosi”, egli afferma che Mauro Biglino abbia accettato il confronto con i teologi perché è parte di una sofisticata strategia commerciale volta ad accreditarsi agli occhi del pubblico come “l’unico che smonta le incongruenze teologiche costruite sulla base della Bibbia” e che ovviamente ha teso un tranello agli “ignari teologi” citati all’inizio di questo articolo. Successivamente afferma che il traduttore torinese e i teologi “agiscono sullo stesso piano, hanno come punto di riferimento la Bibbia”.

Mi pare evidente che abbiano come punto riferimento la Bibbia, per i teologi questo libro è stato ispirato dal loro Dio, ed il libro da cui è stata creata la religione di cui loro ne sono i rappresentanti, mentre per Mauro Biglino è il testo da cui partono le sue traduzioni. Successivamente rimprovera il saggista di non voler fare emergere la verità sull’origine dell’uomo basandosi sulla scienza, ma di prendere come punto di riferimento la Bibbia, proprio come nel Medioevo.

Lo scrittore afferma anche che Biglino cerchi un puntello alle sue teorie in un modo un po’ goffo, citando il caso del Dott. Dario Bressanini, e non citando i professori e gli scienziati che non solo stanno collaborando con lo scrittore torinese ma che collaborano con lui.

Recentemente a conferma dell’apprezzamento del lavoro svolto da Mauro Biglino e dal Professore Pietro Buffa, il libro da loro scritto “Resi umani” è stato preso in considerazione dalla Hardvard Medical School, la quale ne ha richiesto alcune copie del libro per metterlo a disposizione di studenti e ricercatori, dato l’alto interesse delle ipotesi in esso contenute.

Per correttezza c’è da dire che il post di Paleari risale al 4 giugno del 2017, mentre il libro “Resi Umani” è stato pubblicato il 27 aprile 2018. A tale riferimento potremmo aggiungere che lo scrittore non è stato profetico nel fare le sue affermazioni.

Gli accademici

Ma torniamo al caso citato, quello del Dott. Dario Bressanini (che io apprezzo).

Il Biologo ha pubblicato un articolo su Le scienze dal titolo “Quel mostro genetico chiamato frumento”.

In questo articolo si prendono in considerazione due mutazioni genetiche ritenute dallo stesso autore “impossibili” e “contro natura”.

Lo stesso Bressanini scrive sul farro selvatico: “300.000 e i 500.000 anni fa, l’altra componente selvatica della famiglia dei Triticum, il Turartu, subiva un evento genetico che, se pensiamo semplicisticamente alle specie viventi come entità immutabili, non sarebbe mai potuto avvenire. Il suo intero genoma si è fuso con quello di una graminacea, un’erbaccia, la Aegilops speltoides, per generare il Triticum dicoccoides o farro selvatico” e prosegue affermando che “La loro è stata una fusione «contro natura», inusuale per due motivi: il primo è che coinvolge membri non solo di due specie diverse, ma addirittura di due generi differenti – come se fosse un incrocio tra un gatto e un cavallo – il secondo è perché A. speltoides dona interamente il suo genoma a T. urartu e non solamente la metà, come in un comune incrocio sessuale tra membri della stessa specie. Dall’unione nasce il farro selvatico o T. dicoccoides”.

Ma le mutazioni genetiche, gli eventi impossibili in natura non finiscono ed ecco che tra nasce il grano tenero: “Circa 8000/9.000 anni fa, nella regione compresa tra l’Armenia e il Sudovest del mar Caspio, avvenne un secondo evento genetico “impossibile”: il T.dicoccum inglobò completamente il genoma di un’altra pianta erbacea, l’Aegilops tauschii, per generare il Triticum spelta, o farro spelta. In seguito, anche se i dettagli sono ancora da definire, una serie di ulteriori modifiche genetiche ha portato al nostro amato Triticum aestivum: il grano tenero con cui facciamo il pane e la pizza”

Casualmente questo “mostro genetico” non solo ha permesso di migliorare le qualità panificatorie di questo grano, ma ha anche permesso di poterlo coltivare in climi più freddi, più a nord.

Questi eventi hanno dell’incredibile tanto che Bressanini paragona il grano tenero ad uno dei personaggi usciti da Monster & co in quantonel corso della sua evoluzione ha inglobato, con un atto «contro natura», interi genomi di piante non solo di specie diverse ma anche di genere diverso.”

ed in conclusione scrive che:

Il fatto che in natura non esista il frumento tenero selvatico, che contenga geni di tre specie diverse, e che sin dalla sua genesi sia il frutto dell’intervento umano, che ha poi plasmato il suo genoma nel corso dei millenni per renderlo sempre più utile, ma incapace di sopravvivere autonomamente, dovrebbe far riflettere sulla corsa al cibo naturale”.

Mauro Biglino cita questo articolo sostenendo che se leggessimo i libri scritti dai popoli antichi, non come dei miti ma come eventi accaduti realmente, forse potremmo comprendere come sia avvenuta questa mutazione ritenuta impossibile in natura.

Il 24 marzo del 2016 Bressanini twitta Ho scoperto che Mauro Biglino cita il mio vecchio articolo sul frumento per dimostrare l’intervento di alieni LOL!”

Successivamente pubblica un video su Youtube nel quale esordisce con “poche cose mi fanno arrabbiare come quando viene usato quello che dico per sostenere cose che io non ho mai detto.”

Ma vi lascio alla visione del video in originale perché in sostanza non smentisce Biglino, ma va a raccontare la medesima storia pubblicata su Le scienze e sottolinea il fatto chese immaginiamo le specie vegetali come fisse create e immutabili, beh succede una cosa che in teoria non sarebbe potuta accadere, che però invece è accade”, ( l’intervento divino? Ah ah ah) ma guardatevelo perché ha davvero dell’incredibile.

Insomma un serie di eventi casuali, coincidenze, errori, portano al miglioramento di una pianta che in natura non potrebbe esistere e come dice Bressanini:capite perché non esiste in natura, perché è già nato (casualmente ) domesticato”.

In sostanza Bressanini non smentisce ciò che Biglino afferma, anzi lo rafforza.

In fin dei conti anche il mais è una pianta che in natura non potrebbe sopravvivere, ma gli antichi scrivono che fu Quetzalcoat a donarlo.

Noi sappiamo che i miti e le storie riguardanti il mais sono comparse in tutto il continente americano, secondo gli indiani Penobscot la madre del mais è stata anche la prima madre del loro popolo.

Gli indiani Lakota affermano che il mais fu portato a loro da una bella donna, e i miti sulla dea che si sacrifica e dona il mais sono presenti in quasi tutti i popoli americani.

Sarà un’altra strana casualità ma gli scienziati ci dicono che il mais è letteralmente “spuntato dal nulla” e la sua domesticazione è avvenuta circa 9.000 anni fa sull’altopiano messicano.

Il mais ha anche un’altra curiosa caratteristica, scrive Michael Pollan nel suo libro

Il dilemma dell’onnivoro:

Se gli americani vecchi e nuovi dipendevano e dipendono in gran parte dal mais, la pianta per contro non avrebbe potuto vivere senza di loro” e continua con “Il mais infatti, ha bisogno di una mano umana che lo rimpianti ad ogni primavera, altrimenti svanirebbe dalla faccia della terra nel giro di pochi anni. La forma inedita del cartoccio e della spiga e la loro posizione sullo stelo ci tornano utili, ma rendono la pianta completamente dipendente da un animale dotato di pollice opponibile, capace quindi di sfogliare la pannocchia, sgranare i chicchi e piantarli.”

Pollan prosegue invitandoci a sperimentare, a provare a sotterrare una pannocchia intera e stare ad osservare quello che succede.Se qualche chicco riesce a germinare e a liberarsi dalla cappa soffocante del cartoccio, le piantine muoiono inevitabilmente prima che siano spuntate le seconde foglie, a causa dell’eccessivo sovraffollamento “ e prosegue con un’osservazione davvero acuta:

a non poche società del passato l’adorazione del mais è parsa cosa giusta, ma forse dovrebbe essere l’esatto opposto: per la pianta siamo noi gli esseri indispensabili”

Ma le stranezze biologiche, le mutazioni genetiche, gli errori, gli avvenimenti in natura impossibili, casualmente sembrano sempre nascere a favore della specie umana.

In un certo periodo della storia umana è come se fosse avvenuta una primavera alimentare, dal grano, passando dal riso, arrivando al mais.

Telmo Pievani, professore, scrittore, filosofo ed evoluzionista italiano, laureato in filosofia della scienza presso l’università degli studi di Milano e presidente della “Società Italiana di Biologia Evoluzionistica”, ci racconta che nel corso della storia “compaiono stranezze genetiche come le mele domestiche, con un diametro triplo rispetto a quelle selvatiche”, ma poi affronta l’argomento delle mandorle, dicendo “le mandorle sono geneticamente modificate da migliaia di anni, quelle selvatiche di origine selvatica sono infatti letali” ed afferma che “una manciata di mandorle originali basta per uccidere un uomo”.

In questa primavera alimentare trovano spazio delle mutazioni genetiche come quelle per le solanacee che in origine per difendersi dai funghi e dagli insetti erano tossiche “ma di cui grazie ad una modificazione genetica inconsapevole oggi noi ci nutriamo.”

Le solanacee sono particolarmente importanti per l’alimentazione umana e troviamo tra loro le melanzane (origine africana), le patate (andine), i pomodori e il peperoncino (centro America).

E anche Pievani riferendosi alle piante che noi utilizziamo per la nostra alimentazione afferma che “noi pensiamo di averle addomesticate, ma forse sono state loro ad avere addomesticato noi.”

Sicuramente l’essere umano nel corso della sua storia ha selezionato, modificato ed adattato per il suo consumo e nutrimento le piante, ma è alquanto strano che siano avvenuti nello stesso periodo, in varie parti del mondo, apparentemente lontane e scollegate tra loro delle mutazioni genetiche ritenute “impossibili in natura”, sempre a favore della specie umana.

Se andiamo ad escludere in primo luogo la teoria creazionistica, la quale non viene accettata dagli atei, in secondo luogo escludiamo la teoria evoluzionistica che non può essere presa in considerazione dai credenti, e infine la teoria dell’intervento alieno che non può essere presa in considerazione da entrambi, quale potrebbe essere la spiegazione?

Forse potremmo trovarla nella new age? Secondo questa nuova religione che nasce con l’intento di liberare l’uomo, ma che lo lega sottilmente ed indissolubilmente ad essa, Dio è una forza o energia cosmica, uno spirito del tutto impersonale.

Queste mutazioni genetiche potrebbero essere state indotte da questo spirito? Ipotesi non sostenibile dagli atei, ma che formalmente è quella che più si può avvicinare a quella di un credente.

I new agers

Per quanto sembra essere lontana dalla tradizione cristiana, questa nuova forma di religione si origina e vive dell’impianto cristiano.

Infatti essa non nega la figura storica di Cristo, anzi la fa sua e gli dà una visione del tutto personale.

Per i new agers non esiste la figura unica come nella religione cristiana di Gesù Cristo, ma esistono due figure distinte: quella di Gesù di Nazareth e l’energia cristica.

Secondo questa teoria Gesù era un maestro, un guru, un essere illuminato, il maestro dei mondi, nel quale è scesa in lui la coscienza cristica. Non solo, la new age riconosce gli angeli, gli arcangeli di cui a differenza della chiesa cattolica che ne riconosce solo tre, Michele, Raffaele e Gabriele, essa ne riconosce addirittura 7: oltre ai 3 famosi, riconosce anche Uriele, Jophiele, Chamuele, Zadkiele.

Non voglio e non posso approfondire la veridicità della new age, ma appare chiaro come sia legata a un doppio filo con la religione cristiana, e anche se ufficialmente la chiesa cattolica identifica nella new age un’espressione demoniaca, di fatto essa ne trae un evidente beneficio. Si ripropone lo stesso schema utilizzato nel 1800 nei confronti dello spiritismo. La Chiesa Cattolica se da una parte ufficialmente contrastava questa pratica occulta, dall’altra parte ne traeva un beneficio perché il movimento spiritista si occupava di andare a confermare la tesi della vita oltre la morte.

Non a caso i guru della new age non vedono con favore le traduzioni di Mauro Biglino e lo considerano (andando a rafforzare le tesi sostenute dalla chiesa cattolica) un vero e proprio Anticristo.

Celebre è l’articolo scritto dal saggista new ager Salvatore Brizzi (che si definisce cane di Dio) dal titolo Il nuovo Satanismo”.

salvatore brizzi -brizzi -new age -biglino
Salvatore Brizzi

In questo articolo pubblicato sul suo blog La porta d’oro, si scaglia contro quelli che lui ama definire i “terricoli”, soprattutto quei terricoli che secondo lui si limitano a leggere libri scritti dai “moderni satanisti”, in quanto non hanno le capacità di sviluppare un proprio pensiero.

Per questo moderno guru questi moderni satanisti usano la razionalità come arma per distruggere il senso del sacro e scoraggiare la fede di chi crede in Cristo. Sono sincero, non ho letto niente di così estremo neanche nei siti fanatico-cattolici.

Sempre secondo il nostro maestro “illuminato” (chissà se in un futuro verrà proclamato santo difensore della fede come San Pietro Martire, anche lui infatti essendo un Domenicano era un “cane del signore”), sarebbero milioni i terricoli ammaliati dai moderni satanisti.

Secondo questo moderno inquisitorese Dio e Gesù sono delle invenzioni, allora non devi rendere conto a nessuno e il tuo pomposo ego può riprendere la sua posizione al centro del mondo. E non è forse questo il principio primo del satanismo?”

Poi l’articolo prosegue seguendo tre punti ben distinti.

Il primo è che la forma d’interpretazione della Bibbia di questi moderni satanisti non è nuova, ed elenca una serie di persone come Zecharia Sitchin, movimento dei Raeliani. Poi continua affermando che Helena Blavatsky ed Alice Bailey parlano di una Gerarchia proveniente da Venere già dall’inizio del ‘900. E gli esempi in realtà sarebbero molti di più. Io stesso – possedendo le mie fonti – sono sempre stato d’accordo con questa interpretazione, perché le cose sono effettivamente andate così e queste informazioni fanno semplicemente parte di quel “pacchetto di conoscenze” che mi è stato trasmesso “da bocca a orecchio”, per cui… a me è stata risparmiata la fatica di studiare i testi in lingua originale per decine di anni”

Che persona fortunata è Salvatore Brizzi, gli è stata risparmiata la fatica di studiare i testi biblici in lingua originale, ma a parer mio è proprio per questo motivo che non ha compreso che questi “moderni satanisti” non interpretano la Bibbia, ma più semplicemente sfruttando le proprie conoscenze linguistiche leggono la Bibbia, senza voler dare un significato diverso alle parole che vi sono state scritte.

Nel secondo punto comunque si dimostra più malleabile e afferma che una chiave di interpretazione (lettura) non esclude l’altra, e anche se la Bibbia racconta fatti storici realmente accaduti, ciò non esclude che sia un testo sacro dal quale trarre ispirazione.

Sempre secondo Salvatore Brizzi un testo sacro si sviluppa su differenti livelli di interpretazione, i quali si rivolgono a differenti livelli di coscienza. La conseguenza di ciò è che chi non ha ancora sviluppato quel determinato livello di coscienza, non può accedere al corrispondente livello d’interpretazione. Per lui tale livello resta semplicemente invisibile”.

Fortunatamente dobbiamo ringraziare questo moderno “Cane di Dio” siccome sta portando avanti la sua nobile missione, che è quella del risveglio delle coscienze e si mette a disposizione dei terricoli proponendo corsi e seminari di risveglio in tutta Italia (ovviamente a pagamento).

brizzi - salvatore brizzi - biglino - uno editori
La locandina di uno dei tanti seminari di Salvatore Brizzi

Nel terzo punto, come nella migliore tradizione cattolica, si prendono in considerazione alcune frasi bibliche che a detta dell’autore Se leggendo queste parole dentro di voi non si è accesa anche solo una minima scintilla di fuoco… se non avete provato un accenno di commozione… allora per voi la Bibbia in effetti non è un testo sacro. La sacralità della Bibbia non è per voi accessibile, non perché non ci sia oggettivamente, ma perché, al momento, non potete coglierla. Per voi – ma non per tutti – resta confinata nel mondo dell’invisibilità.”

Ed effettivamente come non provare un accenno di commozione leggendo passi della Bibbia come:

Numeri 12:9-14 – Dio si stufò della presenza di Maria, e per questo la colpì con la lebbra, bandendola dall’accampamento per 7 giorni.

Deuteronomio, 28:53 – La punizione di Dio per i disobbedienti prevedeva che questi mangiassero “il frutto del proprio seno, le carni dei propri figli e delle proprie figlie.“

Giosuè, 10:10-27 – Dio aiutò Giosuè nel massacro dei Gabaoniti.

2 Re, 19:35 – Un angelo del signore sterminò centottantacinquemila uomini nei campi assiri.

Nel 2018 tramite l’associazione White Rabbit Event abbiamo invitato a parlare un famoso new ager che ha parlato del risveglio delle coscienze.

Purtroppo non posso scrivere il suo nome ma solo le iniziali F.C., poiché anche se era perfettamente a conoscenza del fatto che avremmo filmato la conferenza, e lui era d’accordo con la pubblicazione su You Tube, ci ha chiesto di pubblicarla tagliando dei pezzi su sua indicazione. Ovviamente abbiamo deciso di non pubblicarla.

Prima della conferenza, in un attimo di tranquillità nel quale ci stavamo gustando un ottimo succo al mirtillo, ho avuto l’occasione di chiedergli cosa ne pensasse del lavoro svolto da Mauro Biglino.

La sua risposta è stata perentoria, secondo lui Biglino sbaglia perché la Bibbia non può essere letta in modo letterale ma deve essere interpretata, e ha aggiunto che aveva fatto queste rimostranze anche all’editore del Gruppo Editoriale Uno Eusebio Prahabat.

A fine conferenza gli ho posto ancora una domanda: “F. cosa ne pensi di Biglino?”

La sua risposta è stata scioccante: “Biglino è l’anticristo!”

Il fenomeno Biglino, perché ormai lo si può identificare come tale, ha messo in subbuglio le comunità che si sono formate sfruttando la figura di YHWH.

Sia la Chiesa Cattolica che gli atei sono il contro altare di essa, non esisterebbero altrimenti, così come i new agers che sono funzionali ad essa, non a caso identificano in Mauro Biglino un nemico contro cui coalizzarsi.

Le traduzioni di Mauro Biglino minano le fondamenta sia della comunità cristiana che quella dei new agers, sia degli atei fideisti che degli accademici dogmatici.

La paura di perdere la posizione sociale acquisita, il potere e il denaro, o semplicemente l’uscire dalla propria zona di comfort, ha fatto sì che Biglino fosse identificato come l’Anticristo.

Non vi pare molto simile alle tesi millenaristiche che circolavano nel Medioevo?

Io non posso che ringraziare questo coraggioso autore per aver aperto un dibattito volto a comprendere meglio la cultura da cui noi discendiamo.

Richard Stems

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3 Replies to “MAURO BIGLINO “L’ANTICRISTO”?”

  1. Infatti .. sempre pensato personalmente.. lasciato all intuito il resto.. mi ha sempre detto.. Brizzi non mi piace. . Adesso so perché!

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