Gli Elohim/Anunnaki erano onnivori o vegetariani?


#vegan, Alimentazione / martedì, febbraio 6th, 2018
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Onnivoro, vegano o vegetariano?

Sono quasi vent’anni che seguo la dieta vegetariana con una metodologia consapevole. Faccio un uso moderato del formaggio e delle uova, non riuscendo a privarmene, acquisto il formaggio dai pastori presenti nelle valli del territorio in cui abito, e le uova di cascina, provenienti da galline che razzolano libere nelle corti.

Ho iniziato a seguire questa dieta grazie ad una serie di eventi, incontri e sincronicità, che mi si sono presentati in un determinato periodo della mia vita.

Non ho avuto bisogno di frequentare corsi che si propongono d’interpretare sogni, segni della vita, o i segnali dell’universo, anche perché penso che se veramente l’universo mi volesse comunicare qualcosa, troverebbe forme più dirette ed efficaci.

In quel periodo iniziavo a praticare la meditazione, Osho e Sai Baba sono state le mie letture preferite.

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Sai Baba

E fu proprio una frase pronunciata da quest’ultimo a far scoccare la scintilla in me:

“La cultura di un popolo si riconosce, tra l’altro, dai suoi riti, cioè dai suoi modi.
La riconosci anche dalle sue abitudini alimentari. Le abitudini alimentari di molti popoli sono piuttosto spaventose. Presso molti non vi è quasi un piatto senza pesce o carne.
La cucina vegetariana per molti è ancora qualcosa di esotico.
Rifletti sempre: tu diventi ciò che mangi.
Con il cibo si immettono così tante sostanze nel corpo, che mi meraviglia che innumerevoli persone si preoccupino così poco di quello che mangiano.”

Decisi di provare a diventare vegetariano. Seguendo le indicazioni espresse da Sai Baba e Osho, ne avrei trovato giovamento fisico e spirituale? Sicuramente fu un beneficio per la mia coscienza.

Approfondendo l’argomento, trovai tra i seguaci della dieta vegetariana altri nomi illustri, come Plutarco, che nel suo testo “Del mangiare carne”, rimproverava gli uomini di uccidere gli animali per imbandire le proprie tavole, o Pitagora da cui la dieta vegetariana prende il nome di pitagorica.

Ma andando ancora più a ritroso nel tempo si trovano antiche tracce a sostegno della dieta vegetariana nei Veda indiani, nell’antico Egitto e nella Grecia antica.

Molti sono gli scritti nei Veda che ammoniscono gli uomini a consumare carne:

Chi desidera accrescere la propria carne mangiando la carne di altre creature, vive nella miseria in

qualunque specie nasca”

(Mahabharata, Anu, 115:47)

Le anime nobili, che praticano la meditazione e le altre discipline dello yoga, che sono attente a tutti gli esseri e che proteggono tutti gli animali, sono quelle che hanno davvero intenzioni serie verso le pratiche spirituali”

(Atharva Veda, 19, 48, 5)

Gli Antichi Egizi erano vegetariani

Ancor più sorprendente è il risultato di uno studio eseguito su 45 mummie appartenenti a varie epoche, dal 3500 a.C. al 600 d.C., compiuto da una squadra di ricercatori dell’Università di Lione, pubblicato sul prestigioso Journal of Archeological Science.

Lo studio rivela che gli Antichi Egizi erano vegetariani.

A sostegno di questa ricerca vi è il il mito di Horus e Seth, nel quale si parla della colazione vegetariana di Seth (Elohim/Anunnaki?)

“Il mattino dopo portando con se lo sperma di Horus, Iside andò nel giardino di Seth e disse al suo giardiniere: quale verdura mangia qui con te Seth? Il giardiniere le rispose:”l’unica pianta che Seth mangia qui con me è la lattuga” allora Iside mise lo sperma di Horus su di essa. Seth arrivò, come era sua abitudine di ogni giorno, e mangiò la lattuga che aveva abitudine di mangiare. Ed egli concepì dello sperma di Horus”

Inoltre nell’Antico Egitto i cespi di lattuga, coltivati negli orti, erano consacrati al Dio Min, il protettore dell’agricoltura e della fertilità.

Ma per quale motivo veniva offerta della semplicissima lattuga al dio della fertilità?

Secondo gli studi compiuti dal paleobotanico Giorgio Samorini la lactuga sativa sembra abbia degli effetti afrodisiaci.

Alcuni Santi vegetariani

Si narra che anche nei primi concili cristiani si discutesse di vegetarianesimo, ed effettivamente nei primi secoli del cristianesimo, sia in oriente che in occidente, molti furono i cristiani che rifiutarono di nutrirsi di animali, tra cui monaci, eremiti e grandi santi.

Tra i santi latini troviamo San Girolamo (Sofronio Eusebio Girolamo, Stridone 347-Betlemme 420 circa), traduttore in latino delle Sacre Scritture. Egli inquadrò la violenza che l’uomo compie nei confronti degli esseri inferiori come frutto del peccato di Adamo, sostenendo che dopo la Redenzione, doveva essere vietato il consumo di qualsiasi tipo di carne e di pesce.

Anche San Gregorio Nazianzeno, maestro di San Girolamo, era contrario al consumo della carne. In proposito egli disse: “L’ingordigia di pietanze a base di carne è un’ingiustizia abominevole”

San Basilio Magno fu così sensibile alla sofferenza animale da comporre una preghiera “O Signore, accresci in noi la fratellanza con i nostri piccoli fratelli; concedi che essi possano vivere non per noi, ma per se stessi e per Te; facci capire che essi amano, come noi, la dolcezza della vita e ti servono nel loro posto meglio di quanto facciamo noi nel nostro”.

Inoltre Basilio con queste parole si espresse contro il consumo della carne: “Il corpo appesantito con cibi a base di carne viene afflitto dalle malattie. Si può difficilmente amare la virtù quando si gioisce di piatti e banchetti a base di carne. La carne è un alimento contro natura che appartiene ad un mondo passato”

Anche San Giovanni Crisostomo era vegetariano, infatti scrisse “mangiare carne è innaturale e impuro”.

I Catari e i Borgomiti furono vegetariani, ed anche nel Medioevo vi furono molti santi vegetariani.

Sembrerà strano, ma a Norcia, la patria del prosciutto di Norcia i.g.p, si affacciarono a questo mondo due santi vegetariani, San Benedetto da Norcia e sua sorella Santa Scolastica.

Successivamente San Bruno di Colonia, fondatore dell’ordine dei Certosini, impose nella sua regola l’astinenza da carni.

San Francesco di Paola fondatore dell’ordine dei Minimi fu un altro santo vegetariano, ma la lista comprende anche San Filippo Neri, Alba de Tormes, che domandò al papa di ripristinare nel suo ordine, quello dei carmelitani scalzi, la Regola Primitiva, che prevedeva l’astinenza assoluta dalla carne, tranne che in caso di malattia o di viaggio.

Ma per quale motivo questi santi, ordini e derivazioni del cristianesimo avrebbero avuto la necessità di privarsi della carne?

Gesù Cristo era vegetariano?

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Il ricercatore Mauro Biglino

Mauro Biglino, ex traduttore dei libri dell’Antico Testamento per le Edizioni paoline, ricercatore, scrittore e saggista, risponde così:

“In questi giorni molti mi chiedono se Gesù fosse vegetariano per cui faccio finta che sia vero ciò che è scritto nei Vangeli e lo riporto.”

Dal Vangelo secondo Luca (22,7-13)

Venne il giorno degli Azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di Pasqua.

Gesù mandò Pietro e Giovanni dicendo: «Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare». Gli chiesero: «Dove vuoi che la prepariamo?». Ed egli rispose: «Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate». Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la Pasqua.

La preparazione della Pasqua ebraica prevedeva il pane azzimo, le erbe amare e l’agnello arrostito: Gesù non ha cambiato nulla per cui la vittima – agnello – risulta essere stata regolarmente immolata.

Ucciso l’agnello, preparati gli azzimi e le erbe amare, segue la cena (Matteo 26,21-23):

Mentre mangiavano, disse: «In verità vi dico: Uno di voi mi tradirà». Ed essi, profondamente rattristati, cominciarono a dirgli uno dopo l’altro: «Sono forse io, Signore?» Ma egli rispose: «Colui che ha messo con me la mano nel piatto, quello mi tradirà»

Il piatto in cui si intingeva il pane azzimo conteneva l’agnello con il suo condimento (tralascio qui le questioni derivanti dalle incongruenze sulla identificazione del giorno in cui quell’evento si sarebbe realmente verificato)

Nella parabola del figliol prodigo egli fa coincidere il culmine della festa con l’uccisione e il consumo del vitello grasso (Lc 15,11-32).

Inoltre in Matteo 11,18-19 Gesù viene messo in contrapposizione con il comportamento alimentare molto sobrio di Giovanni Battista (era vegetariano) e di lui si dice “E’ un mangione e un beone, amico di pubblicani e peccatori”.

In greco i termini sono phágos e oinopótes, che significano rispettivamente “divoratore, ghiottone” e  “bevitore accanito”.

A proposito di bevande alcoliche ricordo quanto ho documentato su Yahweh (il presunto Dio-padre secondo la dottrina cristiana) in “La Bibbia non parla di Dio” (Mondadori, da pag. 184 a 191).

Partecipava a feste e banchetti con i suoi discepoli (nozze di Cana, pranzo in casa di Levi o di Simone il fariseo e Mt 9,10-11, Lc 7,36); dopo la presunta resurrezione, mangia del pesce arrostito con i suoi discepoli (Gv 21,11 dove pare di capire che sia stato lui stesso a preparare il pesce; Lc 24,42-43 dove mangia il pesce che gli hanno offerto)

Mauro Biglino giustamente non si espone, ed effettivamente queste scritture si lasciano alla libera interpretazione.

La Genesi e il Paradiso Terrestre

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Cacciata dal Paradiso terrestre, e lavoro dei progenitori, Duomo di Modena

Secondo la tradizione cristiana i progenitori del homo sapiens-sapiens sarebbero Adamo ed Eva, in ebraico Ish (uomo) e Ishà (donna).

Secondo le traduzioni letterali di Mauro Biglino nei testi biblici non troviamo il termine “Dio”, troviamo dei termini in ebraico che vengono tradotti in italiano in Dio, Signore, Altissimo e l’Eterno. Nei testi originali troviamo invece termini quali Elohim, Elyon, El Shaddai, El, Eloha,  infine troviamo il tetragramma, YHWH

Anche per Emanuel Tov uno dei massimi esegeti contemporanei, i termini YHWH, El ed Elyon non starebbero ad indicare Dio, ma soggetti differenti.Nel libro della Genesi si narra della creazione dell’uomo:

Genesi 1-26;  E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”.

Genesi 1-27 Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò:

Se è vero ciò che afferma Mauro Biglino a proposito delle traduzioni della Bibbia che abbiamo in casa, considerate non corrette, e se dobbiamo sostituire al termine Dio il termine Elohim, noi esseri umani siamo stati creati ad immagine non di Dio ma degli Elohim. Leggendo l’Antico Testamento in modo letterario si può evincere un particolare davvero rivoluzionario.

L’essere umano sembrerebbe stato creato con lo tselem degli Elohim.

Il termine tselem definisce in modo specifico “un quid di materiale che contiene l’immagine, il dna”.

Ora arriviamo al quesito per me fondamentale, se l’essere umano è stato creato ad immagine e somiglianza (con lo tselem) degli Elohim, noi esseri umani condividiamo con loro una parte del dna?

Tutto questo mi porta a pensare che gli Elohim biblici non fossero esseri spirituali, ma esseri in carne ed ossa del tutto simili a noi.

In questo particolare periodo storico lo scontro tra i sostenitori della dieta vegana/vegetariana e praticanti della dieta onnivora sembra sempre di più degenerare.

Forse si potrebbe trovare una soluzione a questa diatriba andando a ricercare di cosa si nutrivano gli Elohim?

Non ci sono notizie certe di cosa si cibassero gli Elohim, ma è certo che crearono dei Gan Eden, che secondo la traduzione letterale sono dei giardini recintati e protetti, comunemente chiamati paradiso terrestre, e ci posero l’Adam.

Ma per quale motivo crearono un giardino recinto e protetto e ci misero l’Adam?

Andando a leggere i versetti della Genesi, sembrerebbe che gli Elohim incaricarono gli Adam di coltivare e custodire “il paradiso terrestre”. In questi versetti della Genesi troviamo degli indizi importanti sull’alimentazione degli Adam e di conseguenza anche degli Elohim.

In Genesi 1,29-31 gli Elohim sembrano dare agli Adam un indicazione alimentare prettamente vegetariana: “Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo”

Genesi 2,8-9 “Il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a Oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male

In Genesi 2;15 :“Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.”

Genesi 2,16: “E Dio impose all’uomo anche questo comando: “Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all’albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai certamente dovrai morire”

Genesi 3,1-6 Eva risponde al “serpente”: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: ‘Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”

Il resto della storia la conosciamo, Eva tentata dal serpente, mangia il frutto proibito e lo offre all’Adam e, come conseguenza, furono cacciati dal “Paradiso terrestre”.

Sul frutto che Eva ha mangiato, che non è una mela (non vi è traccia della mela nella Bibbia) che parrebbe essere un errata traduzione, non mi dilungherei, ma vorrei porvi un altro quesito.

Gli adamiti furono cacciati dal “Paradiso terrestre”, ma per migrare dove?

Anche in questo caso ci viene in aiuto Mauro Biglino:

Se pensiamo che la vicenda di Adamo ed Eva potrebbe esser collocata, non avendo date precise, attorno al quinto millennio a.C., e la civiltà sumera fa la sua comparsa già formata alcuni secoli dopo, le due cose, messe assieme, potrebbero costituire un’ipotesi sufficientemente fondata al punto che varrebbe la pena d’esser approfondita dalla scienza ufficiale.”

Gli adamiti furono i fondatori della civiltà sumera?

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Zacharia-Sitchin

Zacharia Sitchin il famoso ma controverso scrittore americano, autore di molte pubblicazioni riguardanti la “teoria degli antichi astronauti”, che ha tradotto 50.000 tavolette sumere, ci racconta questa storia.

Gli “dei” dei sumeri erano gli Anunnaki (gli Elohim ebraici), che significa letteralmente

coloro che scesero in terra dal cielo”, questi esseri sarebbero scesi sulla terra in cerca di oro, che successivamente veniva polverizzato e disperso nell’atmosfera di Nibiru, il loro pianeta di origine.

Si stabilirono in Eridu, un avamposto a sud della mesopotamia, su una collina alla foce dell’Eufrate, al comando della spedizione c’era Anu, un sovrano che diede incarico ad Enki ed Enlil di estrarre l’oro nelle miniere situate nel Sud Africa.

A conferma di questa traduzione sono le recenti scoperte che sono avvenute in Sud Africa. Gli archeologi hanno ritrovato antiche città e miniere che hanno almeno 200.000 anni.

Sempre nel mito sumero si narra che gli Anunnaki, stanchi di lavorare, chiesero ad Enki di sollevarli da questo faticoso incarico.

Enki, in collaborazione con Ninhurshag, la sposa di Enki, conosciuta come la dea madre (mami) crearono Lulu, chiamato anche Adama (l’Adam biblico?), per farlo lavorare.

Dopo aver creato l’Adama lo misero a vivere nell’Edin, che era un vivaio sperimentale posto nella terra di Sumer. Su richiesta dell’Adama, gli Anunnaki gli crearono una compagna.

Successivamente un Anunnaki fu attratto sessualmente da una femmina di Adama e la indusse in tentazione, nel senso che ebbe con lei un rapporto sessuale. Il nome di questo Anunnaki è Ningishzidda che secondo i sumerologi ortodossi vuol dire ”il signore del buon albero” o “ il signore che fa crescere gli alberi in maniera corretta”, ma che secondo le traduzioni di Sitchin è “ il signore dell’albero della vita”. Questo Anunnaki viene collegato al concetto di fertilità e il suo vessillo era una coppia di serpenti intrecciati.

Nasce da qui il concetto del serpente tentatore?

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Il simbolo di Ningishzida

A supporto delle traduzioni “eretiche”, effettuate da Zecharia Sitchin, vengono le traduzioni di Giovanni Pettinato, accademico, storico, sumerologo ed esperto in lingue mediorientali, e dell’assirologo Thorkild Jacobsen,

Sempre secondo il mito sumero questo giardino recintato e protetto si chiamava Dilmun, era un luogo particolarmente fertile e ricco di acqua, durante l’età del bronzo costituiva uno snodo fondamentale per le rotte commerciali tra la Mesopotamia e la Valle dell’Indo.

Ma come si viveva e cosa si coltivava in questo giardino?

Possiamo trovare qualche indizio nel mito sumero, nell’Eden , dove non esistevano malattie e morte, il dio Enki usava accoppiarsi sessualmente con le dee sue figlie. Dopo aver mangiato i frutti degli alberi, creati dalla dea Ninhursag, viene da questa maledetto e condannato a molteplici mali.

In un altro mito sumero il contadino Shukallituda, non riuscendo a coltivare la sua terra troppo arida, chiese aiuto alla dea Inanna: questa gli consigliò di piantare degli alberi per fare ombra, facendo così nascere la prima oasi con una tecnica di coltivazione comune nei deserti intorno al golfo Persico. Il mito si conclude con una trasgressione sessuale in cui il contadino stupra la dea addormentata: come punizione per l’affronto Shukallituda è costretto ad abbandonare il suo giardino.

Dalla lettura dei miti sumeri non si riesce ad identificare delle specifiche specie vegetali, ma appare evidente che si coltivassero alberi da frutta e vegetali da mangiare, e non vi è traccia di pastorizia.

E’ solo dopo il “diluvio universale” che gli Elohim/Anunnaki/Dio concedono agli Adamiti di cibarsi degli animali.

Genesi 9:3: “Tutto ciò che si muove e ha vita vi servirà di cibo; io vi do tutto questo, come l’erba verde”

Questo passo della Genesi non fa altro che confermare la tesi che gli Adamiti sono stati creati e si sono sviluppati solo ed esclusivamente cibandosi dei frutti, e delle verdure prodotte da loro, nel “Paradiso terrestre”.

Se è vero che gli Adamiti condividono il dna degli Elohim/aAnnunaki, in quanto sono stati creati a loro “immagine e somiglianza”, posso pensare che anche questi esseri creatori fossero vegetariani.

E voi, cosa ne pensate?

Richard Stems

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3 Replies to “Gli Elohim/Anunnaki erano onnivori o vegetariani?”

  1. Molto interessante, sto approntando ben 2 libri sull’argomento della “dieta” dei progenitori.
    Un saggio (fatto sparire) e recuperato per tradurlo e ispirarmi alle scoperte in esso contenute e un romanzo, per offrire la mia chiave di lettura sul nostro tremendo passato!

    Ciao, Gjoe’S

  2. Non capivo perché nonostante mi sforzassi di essere come gli altri ero sempre diversa specialmente nell alimentazione. Adesso so che nel mio DNA c è qualche cosa che mi spinge a reagire ad agire diversamente dalle persone intorno. Seguo l intuito. Osservo la mia energia . Ascolto il mio corpo. Leggo mi documento e rifletto. Facciamo finta che sia vero. Grazie a Mauro Biglino ed a voi

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