Un Natale Pagano


#BielleseEsoterico, #EsoTurismo / martedì, dicembre 19th, 2017
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Tra pochi giorni sarà celebrato il Natale, una delle feste più magiche che rappresenta sin dall’infanzia un momento di calore, ritrovo e gioia. Nonostante venga rappresentato da molti in chiave negativa come una festa consumistica in cui si assiste alla corsa affannata ai regali e all’acquisto di decorazioni e luci, questa celebrazione contiene all’interno un segreto: l’antico legame con i culti solari. Festeggiare il Natale significa quindi ricollegarci a tutte le tradizioni che hanno attraversato i secoli, determinando di volta in volta la celebrazione di divinità tra le più disparate, simbolo della rinascita del Sole.

L’evento determinante che portò l’uomo a dare a questo momento dell’anno una tale importanza dipende da un giorno in particolare: il solstizio d’inverno, il giorno più breve dell’anno, il momento in cui il sole appare più lontano ma prossimo ad aumentare i suoi influssi sul ciclo vegetativo. Questa rinascita del sole veniva infatti attesa da tutte le popolazioni, ed era un momento talmente sacralizzato che tra il 21 e il 25 dicembre quasi tutti i popoli hanno sempre celebrato la nascita dei loro esseri divini e soprannaturali.

L’associazione di tale evento con la nascita di Gesù Cristo avviene esattamente durante il Concilio di Nicea, nel 325 d.C., nel momento in cui Costantino spianò la via al consolidamento del potere secolare della chiesa, stabilendo tramite voto l’esatta natura di Gesù, quale figlio di Dio. Nonostante in origine la nascita di Gesù coincidesse con l’Epifania, si decise di trasferire la data al 25 per sovrapporre la figura di Gesù a quella imperante nell’Impero Romano: Sole Invitto.

Nel momento in cui il Cristianesimo divenne religione di stato nel 380 d.C., tutti i culti pagani vennero proibiti e si giunse persino a dichiarare la pena di morte per coloro che effettuavano pratiche divinatorie e professavano culti pre-cristiani. Ma nonostante le misure inquisitoriali che vennero via via adottate, nei villaggi continuarono a sopravvivere i culti pagani. Non a caso, pagano significa “abitante del villaggio”.

A Rongio di Masserano, una borgata quasi spopolata, in provincia di Biella, è possibile percepire il collegamento con le antiche tradizioni pre-cristiane. Ogni anno, il 24 dicembre, dopo la messa di mezzanotte, viene festeggiato “Il falò dell’abbondanza”. Davanti alla chiesa viene eretto un fusto di ontano di oltre 10 metri di altezza e viene bruciato, traendo gli auspici per l’anno nuovo. Infatti dalle direzioni che prendono le scintille sulla sommità, si determina la fortuna o la sfortuna prevista nel futuro.

Scoprite con noi Rongio e i suoi misteri. Cliccate sul video ed esplorate l’antica celebrazione dell’abbondanza:

Irene Belloni

 

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