L’importanza dell’alimentazione nella vita spirituale


alchimia, Alimentazione, Senza categoria / venerdì, novembre 24th, 2017
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L’importanza dell’alimentazione nella vita spirituale

In questo particolare periodo storico, pieno di incertezze e paure, molte persone stanno iniziando ad intraprendere  percorsi di vita spirituale, volti ad una crescita personale, a una ricerca di se stessi, ad un contatto col “Divino”.

Alcuni di noi iniziano il proprio percorso a seguito di eventi che cambiano la percezione della vita, mettendo in dubbio ciò che siamo.

Ed iniziano a porsi alcune domande, che potrebbero sembrare scontate, ma che non lo sono:

  • Dio esiste?
  • Quale è il fine ultimo della nostra vita?
  • Quale è la via verso una maggiore consapevolezza?
  • Come posso raggiungere un equilibrio tra il mondo interiore e quello esteriore?

Ponendosi le domande sui misteri della vita, iniziando la ricerca del proprio Sè, si imbattono in alcuni dei grandi classici della spiritualità come Sai Baba ,Osho, Krishnamurti, Paramahansa Yogananda, Gurdjieff, Donald Walsch, Ouspensky, Alice Bailey e così via, un susseguirsi di importanti maestri che con le loro ricerche e i testi ci hanno guidato verso una nuova consapevolezza.

La fame di conoscenza e la voglia di mettere in pratica gli insegnamenti appresi sui volumi, porta i novizi alla ricerca di maestri, guru, illuminati che possano spiegare loro la via maestra verso l’illuminazione.

Navigando in rete, girovagando su Facebook ci si può imbattere nei corsi più disparati, che vanno dall’interpretazioni dei sogni, meditazioni varie ed eventuali, magia sessuale, sciamanesimo, psicologia esoterica, viaggi astrali, tarocchi  ecc.

Questo articolo non nasce con l’intento di  voler mettere in dubbio gli insegnamenti di questi illustri maestri, o quello di criticare corsi, percorsi personali, ma vuole focalizzare l’attenzione su un argomento poco considerato, l’importanza dell’alimentazione.

La nutrizione è intimamente connessa al nostro benessere, non si può avere una buona salute psico-fisica, spirituale, se la nostra alimentazione non è adeguata.

Come disse Ippocrate “Il corpo umano è un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre.”

La maggior parte dei maestri affronta questo argomento solo da un punto di vista di una dieta, la quale è tendenzialmente vegana o vegetariana.

Osho disse a riguardo dell’alimentazione:

Non credo nel vegetarianismo, perché non credo in niente. I miei discepoli sono vegetariani non perché seguaci di una setta, non perché fedeli a una dottrina. Sono vegetariani, perché le loro meditazioni li rendono più umani, più vicini al cuore, e così vedono la totale stupidità di coloro che uccidono esseri viventi per cibarsene. È la loro sensibilità, la loro consapevolezza estetica, che li rende vegetariani. Io non insegno il vegetarianismo: è una conseguenza della meditazione. Ovunque sia accaduta la meditazione, le persone sono diventate vegetariane; sempre, da migliaia di anni.”

Alcune riflessioni di Sai Baba:

“La cultura di un popolo si riconosce, tra l’altro, dai suoi riti, cioè dai suoi modi.
La riconosci anche dalle sue abitudini alimentari. Le abitudini alimentari di molti popoli sono piuttosto spaventose. Presso molti non vi è quasi un piatto senza pesce o carne.
La cucina vegetariana per molti è ancora qualcosa di esotico.
Rifletti sempre: tu diventi ciò che mangi.
Con il cibo si immettono così tante sostanze nel corpo, che mi meraviglia che innumerevoli persone si preoccupino così poco di quello che mangiano.”

Gurdjieff era solito offrire cibi strani che non avreste mai mangiato, che avrebbero disturbato lo stomaco, creando un disagio. Se una persona era abituata a mangiare carne e a bere, Gurdjieff lo metteva a dieta vegetariana. Inoltre gli proibiva di bere, lo costringeva ad  essere il più “santo” possibile. Se un giainista, che non aveva mai mangiato carne in vita sua, andava da Gurdjieff, lui lo costringeva a mangiare carne. Era una tecnica che lui utilizzava per distruggere gli schemi, le abitudini, per creare un foglio bianco sul quale lavorare.

Yogananda si pronuncia in merito all’alimentazione in questo modo:

La Bhagawad Gita  spiega che come ogni cibo ha un nutrimento specifico per il corpo, così ha una qualità ben precisa che nutre la nostra mente. Queste qualità, in sanskrito guna, sono di tre tipi: sattwa (armonia/equilibrio), rajas (agitazione/iperattività) e tamas (buio/inerzia). Ogni cibo è caratterizzato da una di queste qualità e consumando regolarmente un determinato tipo di cibo, iniziamo a manifestare la sua intrinseca qualità. Il cibo sattwico genera calma ed equanimità, purezza, saggezza, bontà, pazienza, perseveranza, generosità, e tutte quelle qualità soavi che addolciscono l’animo umano. Il cibo rajasico invece, alimenta irrequietudine, stress, ira, presunzione, aggressività, falsità, gelosia, criticismo, scontentezza, ossessività. Quello tamasico favorisce la pigrizia, l’incapacità di riflettere, l’ottusità, la depressione, il dubbio, il pessimismo, la testardaggine.

Il cibo sattwico è quello sano, nutriente, fresco, leggero, naturale dal gusto semplice ed equilibrato. A questa categoria appartengono: i cereali integrali, tutta la frutta, sia fresca sia secca, tutti i tipi di noci, inclusa la noce di cocco, la verdura cruda e quella cotta non troppo a lungo, le verdure a foglia verde, tutti i tipi di germogli, i latticini freschi in piccole quantità.

Fra gli alimenti rajasici troviamo quelli dal gusto forte ed intenso, tutti i tipi di carne, sia bianca sia rossa, il pesce, gli affettati, le uova, gli alcolici, il caffé, il tè, la cioccolata, l’aglio, le cipolle, lo zucchero bianco, il tabacco, le medicine allopatiche. I latticini assunti in grande quantità diventano rajasici.

I cibi tamasici sono quelli industriali, raffinati, contenenti additivi chimici, in scatola, privi di vitalità, molto grassi, stantii, che hanno un odore sgradevole. A questa categoria appartengono anche il vino ed i funghi. Persino troppa frutta ha un’influenza tamasica. La tipica sonnolenza dopo-pasto che avvertiamo quando mangiamo troppo è una dimostrazione evidente della qualità tamasica alla quale spesso “rimediamo” con il rajas del caffè!

Rudolf Steiner anche se era vegetariano, incentivava una libertà di scelta alimentare, consapevole:

L’uomo mangia regolarmente alimenti vegetali e alimenti animali. Vi ho già detto una volta che io non propendo per alcun regime alimentare, ma spiego semplicemente come agisce questo regime.

Rudolf Steiner ebbe però una fondamentale intuizione:

“Gli interessi dell’agricoltura si ricollegano da ogni parte con i massimi interessi della vita umana. Non esiste quasi campo della vita che possa prescindere dall’agricoltura.”

 

La maggior parte dei leader spirituali,  pur lasciando una libertà di scelta su come nutrirsi, segue una dieta prevalentemente vegetariana. Ma solo Steiner riconosce la necessità di nutrirsi in modo sano e sostenibile.

Steiner era di nazionalità austriaca, si trasferì verso il finire dell’Ottocento in Germania.

In quel periodo si iniziarono a vedere gli effetti della rivoluzione industriale, come conseguenza del trasferimento di grandi masse, dalle campagne verso le città, che avvenne verso i primi dell’Ottocento, causando la rottura del ciclo del fosforo.

Con la crescita delle città e della popolazione, la richiesta di cibo vegetale e animale, aumentò esponenzialmente. Si diede così il via alla coltivazione intensiva, portando all’impoverimento dei terreni.

L’industria della chimica ne fiutò il business, e di conseguenza diede il via alle ricerche, finanziando i ricercatori ed istituendo prestigiosi premi accademici.

Fu così che si comprese l’importanza del fosforo e si iniziarono a sviluppare i primi concimi a base di ossa frantumate, trattate con l’acido solforico (I cinesi utilizzavano le ossa già da millenni).

La vera svolta avvenne nel 1910, quando i due scienziati tedeschi, Fritz Haber e Carl Bosh, misero a punto il processo Haber-Bosh, ovvero la sintesi industriale dell’ammoniaca.

Questo procedimento aprì definitivamente la strada alla produzione di fertilizzanti chimici.

Partendo dai suoi studi approfonditi sulla antroposofia e dalle richieste degli agricoltori, che stavano osservando un repentino degrado, con conseguente perdita di fertilità dei loro terreni, lo scienziato diede il via ad una serie di incontri, volti a risolvere i problemi riscontrati dagli agricoltori.

Da qui iniziò a gettare le basi per la futura agricoltura Bio – Dinamica.

“Per essere agricoltori  bisogna mettersi in sintonia con la legge della Natura, e riconoscere l’agire delle forze spirituali e materiali nelle manifestazioni naturali. Senza tale riconoscimento la terra si degrada sempre di più fino alla desertificazione e alla degenerazione degli alimenti”

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L’evoluzione dell’industria chimica, farmaceutica ha portato nella società umana un vero e proprio cambiamento di usi, costumi ed abitudini, soprattutto nell’alimentazione.

Oggi noi occidentali abbiamo accesso ad ogni tipo di cibo, sempre più a buon mercato, da quello industriale a quello biologico e lo diamo per scontato.

Molti di noi preferiscono utilizzare i propri guadagni per comprare vestiti di marca, auto, telefonini, risparmiando sul cibo.

La conseguenza di questa scelta è quella di riempire i nostri frigoriferi di prodotti nocivi, ricchi di additivi, conservanti, e di residui di fertilizzanti e pesticidi.

Questa cattiva alimentazione ci porta a sviluppare malattie fisiche, psichiche, e di conseguenza interferisce sulla nostra evoluzione spirituale.

Non dobbiamo dimenticarci che noi esseri umani siamo nati in questa dimensione, fatta di materia e quotidianità, le nostre scelte quotidiane influenzano la nostra evoluzione interiore.

 

Voglio chiudere questo breve articolo con questa riflessione, tratta da, Summa Symbolica, scritto da Giovanni Francesco Carpeoro

 

” In base a tale impostazione cade completamente l’illusione della scissione tra mondo materiale e mondo spirituale e la presunzione che un, peraltro del tutto vacuo e privo di significato, abbandono del primo, inteso come mondo legato all’esistenza quotidiana, faciliti, agevoli o sia addirittura condizione necessaria per raggiungere le altre dimensioni, quelle invisibili”

Richard Stems

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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