In marcia verso l’infinito


#SogniDiBiella, Senza categoria / giovedì, novembre 9th, 2017
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Vi siete mai resi conti quante persone attorno a voi si lamentano continuamente della propria
situazione lavorativa, del partner, dei figli,  della società e della politica? Ho sempre pensato che il criticare la
società o l’esterno osservandone soltanto gli aspetti negativi, non può comportare altro che un profondo senso
di insoddisfazione e insicurezza.
Forse con una mutamento di prospettiva possiamo incominciare ad osservare il panorama attuale
come un periodo di grandi possibilità per la crescita personale, caratterizzato da un rapporto
differente nei confronti dell’altro e del mondo.

Vivere nel XXI secolo rappresenta sia una sfida che
una fortuna, poiché ci permette di percepire, grazie alla tecnologia, il collegamento con gli altri in
un modo del tutto inaspettato. Il sociologo francese, Michel Maffesoli utilizza i termini nomadità e
tribalismo per indicare il fenomeno silenzioso che attraversa la postmodernità. Ognuno di noi viene
definito un errante. Ma chi è l’errante? L’errante è una persona solitaria, ma non isolata, che
partecipa realmente o virtualmente di una comunità vasta e informale, e intuisce l’impermanenza di
ogni cosa ed essere vivente, ritualizzando quella grande impermanenza di cui la morte è espressione
compiuta. La “flânerie” implica la ricerca di sé nel quadro di una comunità umana, dove i valori
spirituali sono una conseguenza dell’avventura collettiva.
Le tribù presenti nel Web e i social network sono divenuti dei luoghi in cui è possibile uscire da sé e
connettersi con l’altro, entrando allo stesso tempo in comunicazione con le forze cosmiche, poiché,
come spiega Maffesoli, la nostra fuga verso l’altro sembra avere origine da una sorta di marcia
verso le stelle, una forma di richiamo all’infinito che sorge in modo regolare e non capriccioso, ma
sempre assolutamente imprevedibile.

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L’errante è perciò una persona dalle molteplici identità, imprevedibile, che non si rinchiude nel territorio individuale trasformandolo in una prigione felice.

Al contrario si pone in cammino alla ricerca di una fusione comunitaria, alla ricerca dell’altrove
trasportando con sé i sogni dell’umanità, poiché solo attraverso l’unione con il prossimo, egli può
dire di esistere, e solo riflettendo sul comportamento degli altri esseri umani, può comprendere se
stesso.
E voi avete mai pensato di essere degli erranti in marcia verso le stelle?

Per chi fosse interessato al saggio, ecco alcune info:
Maffesoli Michel, Del nomadismo. Per una sociologia dell’erranza, Milano, FrancoAngeli, 2000

 

Una citazione dal testo:

“Per quanto generoso e legittimo possa essere, il fatto d’attribuire troppa importanza ai malesseri
del mondo non è, in generale, il modo migliore di cogliere il dinamismo del paradosso in atto e per
comprendere la creatività specifica dei valori nascenti”.
Michel Maffesoli Del nomadismo. Per una sociologia dell’erranza

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